MICHELE NARDINI
COSA RESTA DOPO

13×20 cm, 288 pp. 
brossura cucita con bandelle
qzerty/qwerty, 34
ISBN 978-88-98462-58-2

2026, 17 euro

Autunno 1947. Da poco la Seconda guerra mondiale è finita, da pochissimo l’Italia è una repubblica, e all’orizzonte si profilano elezioni decisive per il Paese, sospeso tra Dc e Pci e animato dal desiderio di voltare pagina. Eppure alcune ferite non sembrano guarire.
Per scoprire la verità su suo padre, scomparso all’improvviso durante il conflitto, il giovane Pietro è costretto a fare i conti con il passato di una nazione ancora non riappacificata.
A
ccanto a lui sua madre Teresa, titolare del bar del porto, l’esuberante Francesco, il suo migliore amico, il claudicante campione di biliardo Antonio, il pescatore Aiace, generoso e ostinato dentro i suoi silenzi, l’ex partigiano Salvatore, per cui la parola pace non è ancora stata scritta.
E contro, un mondo mai del tutto scomparso.
Sullo sfondo, un’Italia da ricostruire, che non ha avuto il coraggio di una propria «Norimberga», una terra ancora lacerata dalle devastazioni di una guerra civile, dalle sue schegge di odio e di rancore, dalle possibilità di un destino che ancora si può stringere in una mano, davanti al mare, prima di un ultimo saluto.

MICHELE NARDINI – Giornalista, lavora presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dove si occupa di relazioni con i media e comunicazione. È tra gli autori del podcast Pratiche di Resistenza. Ha pubblicato Charles Bukowski al cinema. Storie di sbronze e di pop-corn (Giovane Holden, 2014) e, con Barta, I comandamenti della montagna (2019, prossimo alla ristampa), romanzo storico che ripercorre la Resistenza sulle Apuane e in Versilia. Vive a Viareggio.


«Volevo indagare su cosa resta quando finisce una guerra, i riflettori si spengono e le persone restano sole con i propri traumi, le proprie ferite. E, spesso, con un senso di totale ingiustizia».

«La vicina di casa era di Boves, il paese bruciato. Aveva cinque figli: tutti partigiani, tutti fucilati. La ricordo al telefono chiedere se avevano sofferto. Una cosa tremenda».
Paolo Conte

In copertina: elaborazione da Carlo Mattioli, Spiaggia, 1988. 
https://fondazionecarlomattioli.com (grazie per la generosa concessione).

San Giuliano Terme info@barta.it
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