PAUL SAINT BRIS
L’ALLEGGERIMENTO DELLE VERNICI
traduzione di Giuseppe Giovanni Allegri
13×20 cm, 328 pp.
brossura cucita con bandelle
qzerty/qwerty, 35
ISBN 978-88-98462-60-5
2026, 18 euro
«Ogni nuova visione modificava l’immagine che se ne faceva. Ogni volta gli sembrava di scoprire nuovamente l’espressione di quel viso dolce e impenetrabile per attribuirle un umore diverso, un nuovo significato. E anche se ne conosceva ogni screpolatura, in fondo lei rimaneva un enigma, vasto e insondabile quanto il cosmo».
In questo romanzo – definito «una pepita» da Amélie Nothomb e vincitore in patria di oltre 20 premi letterari – seguiamo le vicissitudini di Aurélien, curatore capo della sezione Dipinti del Louvre, intellettuale nostalgico che coltiva l’ideale della bellezza e vede nel museo un rifugio dove proteggersi dal frastuono del mondo contemporaneo.
La nuova direttrice del museo, Daphné, pragmatica fino alla spregiudicatezza, gli affida una missione tanto azzardata quanto temuta: il restauro della Gioconda, per riportarla allo splendore dei colori originali, togliendo la patina degli interventi conservativi susseguitisi nei secoli. Ma dove finisce il restauro di un’opera d’arte e dove inizia il tradimento?
A malincuore, per scongiurare danni peggiori, Aurélien parte alla ricerca di un restauratore abbastanza audace da affrontare il capolavoro. E proprio nella terra di Leonardo, in Toscana, incontrerà Gaetano, personalità intensa e libera. Di fronte a Monna Lisa, il restauratore misurerà il proprio talento con quello del genio di Vinci, mentre tutto il mondo trattiene il respiro e alla tavolozza si aggiunge il colore di una trama nell’ombra. Una trama innamorata.
PAUL SAINT BRIS – Fotografo, regista, direttore artistico e scrittore. Proveniente da una famiglia profondamente radicata nella storia dell’arte, Paul è il nipote di Jean Saint Bris, erede della tenuta di famiglia del Clos Lucé, nei pressi di Amboise, dove Leonardo da Vinci trascorse gli ultimi anni della sua vita. Appassionato di Rinascimento italiano, studia la funzione delle immagini e lo sguardo che la società contemporanea rivolge loro. Questo è il suo primo romanzo.
«Un incontro vero con un’opera d’arte può avvenire solo in un tête-à-tête, in una forma di intimità tra opera d’arte e spettatore. E se puoi guardare la Gioconda abbastanza da vicino ti trovi nello stesso “luogo” in cui si trovava Leonardo mentre dipingeva. In questo senso, simbolicamente, il dipinto è uno specchio. Mi piace quest’idea».
In copertina: elaborazione da Matteo Bergamelli, L’alleggerimento delle vernici, 2026.